VISITA FAI ALLA BREDA MECCANICA DI BRESCIA: UNA “NORMALE” GIORNATA DI LAVORO

Il FAI (Fondo Ambientale Italiano), in accordo con la sua rassegna autunnale Guerra e Pace, apre le porte della Breda Meccanica di Brescia, invitando il pubblico ad un’esperienza a 360°, durante la quale è possibile immergersi e esplorare a fondo la vita degli uomini e delle donne lavoratori all’interno dell’azienda. 

La fabbrica nacque grazie all’operato del padovano Ernesto Breda, il quale, nel 1886, partendo dagli stabilimenti della Elvetica meccanica, diede vita alla sua società. Inizialmente specializzati nella costruzione e nella vendita d’impianti e materiale ferroviario, settore nel quale stabilirono un primato grazie alla vendita di 22 locomotive alle Ferrovie Rumene, gli stabilimenti furono in seguito convertiti alla produzione di attrezzature di tipo bellico, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. 

La succursale bresciana, nata nel 1924, costituisce la quinta sede della società SIEB Ernesto Breda, l’unica, tra tutte le altre presenti nel territorio italiano, ad aver resistito ai bombardamenti. L’attuale sede della succursale, uno stabile in via Lunga 2 aperto al pubblico per le visite, non corrisponde alla sua ubicazione originale: in quanto venne spostata, per far fronte all’aumento di produzione, dalla sua originale posizione in via Cadorna. 

L’intera visita si struttura come una mostra fotografica di immagini d’epoca, recuperate dal Fondo Fotografico dell’azienda e realizzate da una società collaboratrice con la Breda Meccanica, la quale si occupava di documentare la vita degli operai e delle loro famiglie all’interno dello stabile. Le immagini, giunte sino a noi grazie ad una tecnica di conservazione che prevede l’ausilio di lastre di vetro a PH assente, non mostrano soltanto momenti presi dalle fasi di fabbricazione, come ad esempio le fasi di “test” del prodotto, ma anche momenti provenienti dal quotidiano, come ad esempio le lezioni negli asili di cui era dotata la fabbrica, nei quali erano accolti i figli degli operai. 

La visita, prosegue poi con una visita all’interno del bunker antiaereo della Breda, una struttura adiacente alla fabbrica, progettata per forme e dimensione per resistere ai bombardamenti, nella quale i dipendenti e le loro famiglie avrebbero potuto rifugiarsi. Per coronare l’intera esposizione, infine, i visitatori hanno la possibilità di vivere un’esperienza simile a quella dei dipendenti della Breda all’interno del bunker, grazie ad alcuni effetti audio-visivi e con l’ausilio anche di una registrazione, giunta sino a noi, di un reale bombardamento. 

L’intera esperienza, grazie anche alle brillanti guide del FAI, riesce non solo ad istruire i suoi spettatori sulla storia di un’azienda che ha in parte segnato la storia italiana, ma mostra anche degli spaccati di vita di persone comuni, impegnate in quelle che per loro erano delle “normali” giornate di lavoro.

Giacomo Vezzoli

4A liceo scientifico